Lo zio Bruno, Kiddo e 11 Paris-Dakar

May 2, 2018

Ci sono persone che appena le conosci ti trasmettono subito una senso di fiducia, Bruno Birbes è una di queste. Zio Bruno, è così che l'ho sentito nominare la prima volta e proprio per quel senso di fiducia continuerò a chiamarlo in questo modo, come lo zio grande dal quale vai a raccontare le malefatte che hai combinato ed ha sempre una risposta rassicurante. Ecco, era quello di cui avevo bisogno perché quando ho consegnato Kiddo nelle sue mani, la situazione non era delle più rosee: 15mila km sul groppone, una serie infinita di saldature, un motore da aprire e dei carburatori da trovare... Insomma, una vera e propria ricostruzione.

La sera stessa in cui gli ho affidato Kiddo, mi chiama e mi comunica che in tutti i pacchi che ha aperto non ha trovato il gruppo completo dei carburatori. Mazzata, l'ennesima! Mi metto a cercare i pezzi usati perché il nuovo costa veramente uno sproposito. Per fortuna in questi anni ho scoperto diversi gruppi su facebook di veri appassionati di Transalp. Non c'è voluto molto a reperire quello che mi serviva, mi hanno risposto subito e nel giro di una settimana sono arrivati a destinazione, nell'officina di Zio Bruno. In poco meno di 3 mesi, quello che era diventato solo un ammasso di ferraglia ha ripreso a cantare. Il giorno della riconsegna ero in studio ed aspettavo trepidante una chiamata che annunciasse il suo arrivo. Eccolo il furgone, dentro c'è lei, Kiddo. Zio Bruno si ferma, apre il portellone, porta fuori Kiddo e con una semplicità e leggerezza invidiabile mi dice:" E questa è la moto". La mette in moto e quasi quasi mi commuovo. L'ultima volta che l'avevo sentita in moto e ci avevo poggiato le chiappe sopra era stata 4 mesi prima, quando mi aveva abbandonato in mezzo al deserto kazako.

I giorni seguenti li passo a provarla, a fare qualche giro e ristabilire il feeling. È una rinascita vera e propria. 

C'è qualcosa che ancora deve essere rimessa in ordine ed allora decidiamo di vederci nell'officina dello Zio, a Brescia. Siccome la fortuna, come al solito, è in vacanza quando serve, quel giorno mi sono beccato un acquazzone di due ore, giusto il tempo di arrivare a destinazione. I primi passi che muovo dentro quell'officina sono pregni di elementi che ripercorrono il passato ed il presente dello Zio. Foto nel deserto, numeri da gara attaccati alle pareti e moto sparse qua e là che sprigionano storia da tutti i tasselli. In officina c'è anche Italo Ferrari, quello che Bruno definisce il suo "diario vivente". Ne hanno passate di ogni insieme e gli aneddoti si susseguono uno dietro l'altro... "come quella volta che per entrare nel parco moto, la moto doveva essere accesa ma la nostra non ne voleva proprio sapere di riaccendersi. Abbiamo fatto tanto di quel casino che alla fine non se ne sono neanche accorti che l'avevamo portata dentro... Ma la frizione era andata e non si poteva mettere mano una volta chiusa lì. Decidiamo di parcheggiarla in fondo al parco, vicino alle transenne. La mattina dopo, all'alba, eravamo in 4-5 persone appoggiate alla transenna per coprire un meccanico steso, infilato sotto, che sistemava tutto." " o quella volta che mi avete lasciato sul cassone a tenere la moto a rischio di spaccarmi in due!" Io ci passerei le giornate ad ascoltare tutti i loro racconti in bresciano, parlano di tempi passati, qualcuno li chiamerebbe vintage. Tra una cosa e l'altra Bruno ha partecipato ad 11 Paris-Dakar come pilota e responsabile. Ho deciso che mi organizzo per realizzare un video su loro due, tutti dovrebbero sentire quei racconti.

La riparazione della moto va avanti sino a quando Zio Bruno mi dice:" È pronta, vado a provarla". È fatta, ci siamo... Ora Kiddo è effettivamente in ordine, c'è solo da fare qualche altro test su distanze un po' più lunghe.

Posso iniziare a pensare effettivamente a quello che sarà il mio prossimo progetto...in testa è ben chiaro, va solo reso presentabile. Un'altra sfida, un altro continente, un altro progetto di solidarietà.

 

qui il video della giornata ---> https://www.youtube.com/watch?v=M32c-TKlY6Y&t=9s

 

 

 

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About Me.

Dopo aver girato l’Italia in lungo e in largo come giocatore di pallavolo ho deciso di far diventare la passione per la fotografia il mio mestiere. La mia base è Milano da una decina d’anni ma appena ho la possibilità imbraccio la macchina fotografica e parto, su qualsiasi mezzo; in questo caso ho deciso di assecondare la mia seconda passione e di partire in moto.

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