L'estate oramai è arrivata, le giornate sono lunghe e penso che una scampagnata in sella sia quello che ci vuole. Allora perché non attraversare 15 Stati con la moto, una Honda Transalp 650 del 2006, in poco meno di due mesi, per un totale di 17500km? Perché non partire da Milano, fare un salto in Gran Bretagna e proseguire per un paesino russo disperso al confine con la Mongolia passando dal Medio Oriente? Dai, sto parlando del Mongol Rally! La più grande avventura motoristica del pianeta a scopo benefico! Ogni estate il Mongol Rally attraversa catene montuose, deserti e steppa europea. Non c'è supporto, backup e percorso prestabilito; solo tu, i tuoi compagni d'avventura ed un piccolo mezzo comprato da uno sfasciacarrozze per pochi euro. Il motto ufficiale è il miglior biglietto da visita:

"If nothing goes wrong, everything has gone wrong".

Correre il Mongol Rally significa perderti nel nulla facendo affidamento solo sul tuo ingegno spesso sottoutilizzato, raccogliere tanti fondi per beneficenza e arrancare fino al traguardo con la moto ridotta a pezzi e un sorriso folle stampato sulla faccia sporca. La tua vita, così come la tua moto, non sarà mai più la stessa. 

L'organizzazione chiede di raccogliere da regolamento una quota benefica di almeno 1000£, 500£ delle quali da devolvere a CoolEarth.org, ente che si occupa di proteggere le foreste pluviali attraverso programmi sviluppati con le popolazioni indigene, ed il resto ad un progetto individuato dal Team.

Il mio obiettivo è quello di non fermarmi alla soglia del regolamento e di contribuire al progetto “gocciaAgoccia” della ONG  GVC-Italia

GVC è presente in Siria da prima della guerra e con l’intensificarsi del conflitto assiste la popolazione con progetti di emergenza legati all’acqua e all’educazione. GVC garantisce l’acqua a migliaia di persone attraverso l’installazione di cisterne per lo stoccaggio e la distribuzione di taniche in diversi dipartimenti di Aleppo, Quneitra, Sweida, Daraa e Damasco.

La percentuale di scolarizzazione in Siria oggi è la seconda peggiore al mondo: 2,1 milioni di bambini non possono andare a scuola. Ci sono bambini di 10 anni che non ricordano più cosa significhi vivere senza la guerra, mentre quelli di 5 anni non lo hanno mai saputo. Per questo motivo, ad Aleppo GVC ha riattivato 8 scuole, realizzato 7 aule prefabbricate e distribuito 10.000 kit scolastici, permettendo il rientro a scuola a 12.000 studenti.

Anche a scuola, acqua e servizi igienico-sanitari sono una condizione imprescindibile per riportare i bambini in classe. Perché avere accesso all’acqua pulita significa anche avere accesso all’istruzione, alla salute, al cibo e allo sviluppo, sia economico che sociale.

June 23, 2018

7 Agosto 2017

Ah si, nel post precedente vi ho lasciati con le porte del Turkmenistan che si chiudono alle mie spalle...e meno male! Gurbanguly Berdimuhammedow non me ne volere ma... Turkmenistan, suca! Fanculo te e le dittature! Mi metto a nudo e faccio una premessa: sto scrivendo questo post a distanza di un anno (siamo a Giugno 2018 ora) dando fondo al diario di viaggio che si interrompe tra due giorni ed ai ricordi.

il...

August 6, 2017

I primi km subito dopo il confine di Bojinurd, tra Iran e Turkmenistan, sono incantevoli: una stradina scende spaccando le montagne per 35 km sino alle porte di Ashgabat dove c'è il secondo posto di controllo. Non si può riprendere né fotografare. Alla frontiera bisogna dichiarare il percorso esatto indicando quale sarà la porta di uscita dal paese; se si sbaglia o si cambia rotta, le conseguenze possono essere molto spiacevol...

August 5, 2017

Sveglia presto, come succede sempre quando devo attraversare una frontiera. Milad mi porta a fare la colazione dei campioni a base di testa di pecora bollita “per la tua salute ed energia!”… inaffrontabile per me alle 8 di mattina (però un po’ mi sono pentito di non averla assaggiata). Corre quindi a comprare del burro e della marmellata, non riesco a fermarlo. Grazie Milad, ancora una volta! Dovrebbe essere una tappa relativa...

August 4, 2017

Milad, cugino di Jafar (il meccanico, per chi non se lo ricordasse), o almeno così mi è sembrato di capire, dopo avermi fatto da traduttore per 3 giorni carichi di ansia, mi ha convinto: vado a trovare lui e la sua famiglia a Shirvan. Sono circa 200km da Mashhad, in direzione opposta rispetto alla mia destinazione ma un’occasione del genere non me la voglio lasciar sfuggire, e poi è anche un modo per testare la moto prima di l...

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